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Ispirazioni da lontano: l'Expo di Dubai

Updated: Mar 20, 2023

In questi giorni abbiamo intercettato sguardi da fuori sull’Italia, che ci sembrano interessanti e ispiratori. Se ne parla all’Expo 2020 di Dubai.


La Bellezza unisce le persone

Si chiama ancora Expo 2020 anche se, causa pandemia, è stata posticipata ad ottobre del 2021. La pandemia ha costretto a rivedere il concetto di esposizione universale ma, per una volta tanto, con un “effetto collaterale” che potrebbe rivelarsi favorevole: in previsione di un numero ridotto di visitatori in presenza, si è dedicata molta attenzione alla fruizione digitale che dovrebbe rendere questo evento esponenzialmente più accessibile, dando maggiore visibilità ai Paesi espositori e coinvolgendo maggiormente il grande pubblico.


Il tema dell’Expo di Dubai, la prima esposizione universale nel mondo arabo, è Connecting minds, creating the future, con riferimento ai risultati straordinari che l’umanità potrebbe conseguire se si lavorasse insieme per risolvere i problemi.


Il padiglione italiano, con la direzione artistica di Davide Rampello, ha declinato il tema di Expo in Beauty connects people, la Bellezza unisce le persone.

Come in varie occasioni è stato precisato dagli organizzatori, la Bellezza a cui si fa riferimento non è da intendersi in senso estetizzante e superficiale ma secondo un significato più profondo ed evoluto di armonia, nello specifico il miracolo dell’armonia italiana che risulta dall’inclusione di tutte le varietà, naturali, paesaggistiche, urbane, culturali e di saperi, che costituiscono il vero grande patrimonio del nostro Paese. Una risorsa energetica in tutti i sensi, che a volte diamo per scontata, che spesso non sappiamo valorizzare né apprezzare abbastanza.


La Bellezza dell’Italia sarà raccontata attraverso la Bellezza delle regioni italiane, che della ricca diversità italiana sono il simbolo più immediato.


Salvatores e lo sguardo degli italiani

Durante la conferenza trasmessa in diretta dall’Associazione Stampa Estera nei giorni scorsi, è stato annunciato ufficialmente il nome del regista italiano a cui è stato affidato il compito di raccontare questa Bellezza italiana.


La commissione, presieduta dallo scrittore Sandro Veronesi, ha scelto il regista Gabriele Salvatores che tra aprile e maggio inizierà il viaggio attraverso le regioni che hanno al momento aderito all’iniziativa: Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto, mentre sono in fase di finalizzazione gli accordi con Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.


Gabriele Salvatores è noto per capolavori in cui tratta con profonda sensibilità temi legati al viaggio e a luoghi di particolare ispirazione: basti pensare alla cosiddetta trilogia della fuga (Sud, Mediterraneo, che gli ha valso il premio Oscar, e Puerto Escondido), o al tema ricorrente del “Mediterraneo allargato”, con il suo valore di connessione tra popoli e culture.


Salvatores è anche autore di due “esperimenti”, che la critica ha classificato come documentari, docu-film e social movie: entrambi sono focalizzati sull’Italia raccontata direttamente dagli italiani.

In entrambi, le riprese dei video amatoriali fatte con il telefonino o la telecamera, sono state inviate a Salvatores e alla sua squadra per essere filtrate, selezionate e montate. E in entrambi i casi, sia pure in due momenti storici e con fini narrativi diversi, sono state fatte da nord a sud, dalla provincia alle grandi città e ai minuscoli centri, raccontando di tante "Italie".


Il primo, Italy in a day - Un giorno da italiani, è stato presentato fuori concorso a Venezia nel 2014. Qui Salvatores si ispira al format Life in a Day, da un progetto di Ridley Scott, che aveva già ispirato Japan in a Day e Britain in a Day: con una campagna online, il regista chiede agli italiani di raccontare la loro quotidianità in un giorno a caso ma uguale per tutti, il 26 ottobre 2013. Una squadra di 40 selezionatori coordinati da Salvatores ha poi selezionato 692 corti su oltre 44.000 invii. Con la narrativa del montaggio, il regista ha cucito il patchwork di un’Italia, fatta dalle miriade di pagine di diario degli italiani, da tante dimensioni diverse: sono presenti anche il diario del medico italiano dall’Iraq e quello dell’astronauta Parmitano direttamente dallo spazio.


Nel secondo docufilm, Fuori era primavera, Salvatores chiede agli italiani di “essere i suoi occhi” e raccontare la loro quotidianità in uno dei momenti più drammatici della nostra storia: la pandemia, a partire dal primo lockdown e fino alla fine di maggio 2020. Il video si apre con le parole di Salvatores: Dal 24 marzo al 30 maggio 2020 abbiamo raccolto migliaia di testimonianze da tutti gli italiani durante il lockdown del paese. Questo film è stato realizzato con i video che ci avete mandato e dall’incontro di tutti i vostri racconti”.

Anche in questo doloroso documento storico, non sfugge la bellezza delle mille sfumature d’Italia, forse anche evidenziate dalla condivisione di una dolorosa quotidianità. “Spero che questo documentario serva anche a ricordarci che possiamo essere migliori”, ha poi dichiarato Salvatores che attraverso le immagini di quei mesi ha visto per la prima volta gli italiani essere “un Paese vero e proprio, una res publica”.


Lo sguardo di Salvatores e l’Italia nel segno della Bellezza

Quello di Expo sarà un racconto nuovo dell’Italia e degli italiani.

“L’intento dell’Expo non è un documentario della situazione che stiamo vivendo – ha dichiarato Salvatores in un’intervista esclusiva rilasciata al Corriere della Sera - ma semmai il contrario: come eravamo e come speriamo di tornare a essere, dare un’immagine dell’Italia nel segno della bellezza, con tutte le sue differenze”.


Il racconto di Salvatores si articolerà in due video, trasmessi in loop nel padiglione Italia in due sale diverse, e visibile in streaming sul portale dedicato.


Un filmato sarà costituito da panoramiche a 360 gradi, con riprese da droni, per raccontare la varietà di paesaggi naturali, urbani, architettonici dell’Italia, con tre minuti per regione. Questo video sarà visibile nella sala ottagonale del Belvedere (“il luogo da cui si ammira il Bello”), ricostruita sul modello dello studiolo rinascimentale, con un effetto di immersione del visitatore in uno spazio circolare.


L’altro video, visibile in un sala del padiglione con uno schermo di 100 metri quadrati, sarà invece basato su riprese di dettaglio, mani, volti, occhi, sorrisi, primissimi piani focalizzati sui “saper fare” dell’Italia, con riprese di scene di vita e in particolare degli italiani impegnati al lavoro in diverse attività, artigianali e scientifiche.


Una sorta di “poesia”, spiega Salvatores, che immagina questo secondo video in bianco e nero, avendo in mente la fotografia intensa del fotoreporter umanista Sebastião Salgado.


Nella ricerca dei soggetti, Rampello e Salvatores sottolineano il contributo importante delle regioni. Alla regia e allo sguardo profondo di Salvatores l’impresa di raccontare la variegata Bellezza dell’Italia al mondo, e di ispirarne anche agli italiani.



Quando lo sguardo da lontano vede molto più lontano

Gli Emirati Arabi hanno già chiesto all’Italia di non smantellare il padiglione alla fine di Expo.

Durante la conferenza dell’Associazione Stampa estera si è spesso fatto riferimento all'eccellenza del padiglione italiano di Dubai. Lo scrittore Veronesi, durante il suo intervento, lo ha definito “un luogo di esposizione meraviglioso, un gioiello di suo” e gli organizzatori hanno spiegato che è stato allestito e costruito, anche dal punto di vista impiantistico, con prodotti e materiali di alta qualità, in alcuni casi utilizzando prototipi presentati per la prima volta al mondo.

Si parla anche di “modello architettonico post-Covid”, e ricorrono le parole chiave “sostenibilità” e “circolarità”.


Il recupero dei padiglioni alla fine delle esposizioni universali è già avvenuto in altre occasioni, come Milano e Shangai. Ma in questo caso non si parla solo del recupero di struttura e materiali: si ipotizza di farne un campus universitario arabo-mediterraneo, per l’offerta formativa di nuove discipline umanistiche, come il pensiero creativo applicato al problem solving in tutti i settori, oppure la sede di una scuola di alta formazione per l’architettura, la moda, l’arte e il design italiani.


Per quanto ancora a livello di ipotesi, anche questi progetti ci sembrano derivare da un lungimirante sguardo da fuori che ci ispira a riscoprire l’Italia, e a riscoprirci.


👉 Expo Dubai inizia il 1° Ottobre 2021: per seguire gli aggiornamenti sul padiglione Italia rimandiamo al sito ufficiale di Expo Dubai e ai canali social dell'evento


👉 Diceva qualcuno (o forse molti) che la gioia del viaggio inizia quando cominci a sognarlo.

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