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La cartolina dall'Italia del mese di Marzo 2021

Updated: Mar 20, 2023

Uno degli obiettivi principali del progetto Nel Paese delle Meraviglie è quello di ispirare nuovi viaggi in Italia. Ho scelto diversi canali e argomenti per arrivare a questo, il Blog, che state leggendo, le pagine Instagram e Facebook (che vi invito a seguire!), le video guide "Ispirami il viaggio" e alcune rubriche di contenuti. La serie delle Cartoline dall'Italia è uno di questi strumenti.

Le nostre Cartoline sono frutto di una ricerca sugli scrittori, poeti, letterati e viaggiatori più o meno celebri che nel tempo hanno visitato l'Italia e che hanno colto in essa qualcosa di diverso, un aspetto particolare da cui sono stati colpiti. Questo lavoro si è orientato soprattutto sugli autori stranieri che, un po' come facciamo anche noi con il nostro punto di vista di esperti del turismo internazionale in visita nella nostra Penisola, hanno contribuito al racconto del nostro Paese con uno Sguardo dal di fuori. Spesso solo chi osserva un Paese da un punto esterno ne coglie una fisionomia nuova e sorprendente. Le Cartoline ti accompagnano lungo tutto l' anno con il nostro Calendario NelPaesedelleMeraviglie 2021, puoi acquistarlo da QUI!


LA CARTOLINA DALL'ITALIA DEL MESE DI MARZO:

L’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia


Non dev’essere facile fare da sfondo a Piazza San Marco: si diventa un elemento del paesaggio, un qualcosa di cui il panorama non può fare a meno, ma in fondo in fondo si rischia di essere privi di una propria identità.

E invece l’isola di San Giorgio Maggiore (così chiamata per distinguerla da un’omonima isola non molto distante, ma ancora più piccola, quella di San Giorgio in Alga), pur essendo decisamente meno turistica di altre isole veneziane, ha una storia artistica e culturale ricchissima.


Era il 982 quando il doge Tribuno Memmo donò al monaco benedettino Giovanni Morosini un’isola a pochi metri dalla Giudecca, su cui si trovavano una piccola chiesa (intitolata, non a caso, a San Giorgio), un mulino e orti e vigneti con i cui prodotti rifornire i mercati di Venezia.

Morosini diede subito avvio ai lavori di costruzione di un monastero nei pressi della chiesetta ed il nuovo complesso divenne nei secoli un tale punto di riferimento teologico, artistico e culturale che nel 1560 fu chiamato un architetto del calibro di Andrea Palladio per occuparsi del refettorio e della costruzione della Basilica.


Per dare un’idea dell’importanza dell’intero progetto, basti pensare che l’immensa tela “Le Nozze di Cana” fu commissionata a Paolo Veronese proprio per occupare la parete di fondo del refettorio (e lì rimase poco più di due secoli perché, insieme ad altre opere d’arte del monastero, fu smantellata durante il passaggio napoleonico: oggi possiamo ammirarla in una delle sale del Louvre, mentre sulla parete del refettorio è appesa una riproduzione).



E non fu l’unico pittore di prestigio a prestare la sua opera: Jacopo e Domenico Tintoretto, Palma il Giovane, Vittore Carpaccio, Sebastiano Ricci sono solo alcuni degli artisti che si occuparono della decorazione degli interni.


Nonostante le spoliazioni del periodo napoleonico, il monastero continuò ad avere ancora una certa rilevanza tanto che nel 1800, poiché Roma era occupata dalle truppe francesi, si tenne proprio qui il conclave durante il quale venne eletto papa Pio VII.

Di lì a poco però iniziò una inarrestabile decadenza: il monastero venne soppresso dalle leggi napoleoniche, tutti i beni vennero trafugati o venduti e gli ambienti vennero adibiti a deposito d’armi.


Oggi l’isola è sede della Fondazione Cini, voluta nel 1951 dall’imprenditore filantropo Vittorio Cini in memoria del figlio Giorgio (scomparso solo un paio d’anni prima in un incidente aereo): ottenuta la concessione dell’isola, avviò enormi lavori di restauro salvando così dal degrado tutto il complesso (parte del monastero, tra l’altro, fu nuovamente occupato da monaci benedettini) e vi stabilì la sede della sua Fondazione , centro internazionale di studi, incontri e dibattiti.


Ma cosa si può vedere sull’isola di San Giorgio?


Ovviamente la Basilica (con il campanile, da cui godere un’imperdibile vista di Venezia e della laguna) ed il monastero (i Chiostri, la scala del Longhena), ma non solo...


Una prima curiosità è senza dubbio il Labirinto di Borges: in uno spazio alle spalle del Chiostro del Palladio, oltre 3.000 siepi di bosso alte circa 90 cm. compongono un labirinto che si snoda con un percorso di poco più di un chilometro. Fu inaugurato nel 2011, in collaborazione con la Fundación Internacional Jorge Luis Borges, per i venticinque anni dalla morte dello scrittore argentino (che adorava Venezia ed il suo labirinto di canali e calli): ispirato al suo racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, riproduce, attraverso la disposizione delle siepi, tutta una serie di oggetti simbolici presenti nelle sue opere nonché il nome stesso di Borges.


La seconda curiosità, invece, è conservata nel bosco dell’isola: nel 2018, per la prima volta, la Santa Sede partecipò alla Biennale d’Arte di Venezia e commissionò a dieci architetti di fama internazionale (e provenienti da altrettanti Paesi del mondo), la costruzione di dieci cappelle all’interno del bosco.


photo credit Veneto Secrets


Fonte di ispirazione doveva essere la “Cappella nel Bosco” progettata nel 1920 dall’architetto svedese Gunnar Asplund per il cimitero del Bosco di Stoccolma. Le Vatican Chapels, immerse come sono nel folto degli alberi, diventano simbolo dell’unione tra natura e architettura sacra e la Fondazione Cini propone quindi un percorso guidato alla loro scoperta.


Insomma, non c’è dubbio che l’Isola di San Giorgio Maggiore sia ben più del semplice (benché meraviglioso) sfondo di Piazza San Marco!


CHI E' PHILIP DUNNE

Sceneggiatore (sue le sceneggiature di ben 32 produzioni hollywoodiane), ma anche regista (diresse 10 film) e produttore statunitense, Philip Dunne fu attivo soprattutto tra il 1932 ed il 1965 e lavorò per quasi tutta la sua carriera alla 20th Century Fox.


La frase che accompagna la nostra cartolina del mese di marzo, non è stata pronunciata dallo stesso Dunne, ma è stata da lui scritta e pensata per il personaggio di uno dei film di cui curò la sceneggiatura.


The Ghost and Mrs Muir” (questo il titolo, in italiano “Il fantasma e la Signora Muir”) è un film del 1947 con, tra gli altri, una Natalie Wood ancora bambina, uscito nelle sale italiane nell’estate del 1949.





Nel film, ambientato nell’Inghilterra degli inizi del XX secolo, George Sanders impersona Miles Fairley, scrittore di libri per bambini, che incontra nell’ufficio di un editore la nostra Mrs Muir del titolo (Gene Tierney) ed inizia a farle una corte serrata, omettendo solo qualche piccolo dettaglio (ovvero di essere già sposato nonché padre di due bambini, ma questo ovviamente la povera Mrs Muir lo scoprirà solo più tardi):

è una giornata grigia, piove a dirotto ed il fedifrago Mr Fairley pronuncia questa frase, bellissima e di sicuro effetto, per rompere il ghiaccio con Mrs Muir che, senza ombrello e fortemente in ritardo per il treno che deve riportarla a casa, accetta così il passaggio in carrozza del fascinoso scrittore...


 

👉 leggi anche le storia delle Cartolina dall'Italia del mese di Gennaio e Febbraio!!

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