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Progetta il tuo prossimo viaggio, dove?

Updated: Mar 20, 2023

Eccomi qui, finalmente (non mi sembra vero) in procinto di progettare il prossimo viaggio, quello dell’estate post pandemia, un viaggio che avrà un sapore speciale per tutti noi.

Sono ovviamente in ritardo rispetto al mio solito, in genere inizio a pensare a dove andremo in vacanza a luglio verso gennaio/febbraio, ma quest’anno tutto è stato rimandato per via della incertezza dovuta alla fine della Pandemia. Ora che stiamo intravedendo una via di uscita, inizio a sentirmi confidente e anche nell’umore giusto per poter pensare a questo.

Dopo un anno come quello che abbiamo passato, dopo tutte le rinunce che abbiamo dovuto fare (e a cui siamo ancora richiamati), il prossimo viaggio assume un significato ancora più importante del solito. Ma il prossimo viaggio è sempre il più stimolante, perché lo devi ancora fare, e questa volta lo sarà anche di più.


Se c’è una cosa che questa pandemia mi ha insegnato è davvero quella di “fermarsi” e “prendersi il tempo”. Questa attenzione, questa consapevolezza ci aiuta a rendere ancora più complete le esperienze che facciamo.


La vita è troppo breve per sprecare un viaggio

Questa frase non suona poetica perché l’ho scritta io 🙅‍♀️ . Ma esprime bene il valore che ogni viaggio ha.

Sarà certamente la mia maturità (sono alle soglie dei 50 anni) ma se guardo indietro, accanto a molti meravigliosi viaggi che continuano a nutrirmi anche a distanza di anni, so che spesso ho sprecato quelle due settimane di “ferie”.

Ferie, nel senso che avevo quella pausa e basta (ora da libera professionista i tempi sono completamente diversi).

Sprecato, perché avevo bisogno di altro e non mi sono ascoltata, tornando più stanca di prima.

Certo, la mia vita, come quella di molti altri, è legata fortemente al fatto di essere madre, ed esserlo vuol dire spesso scendere a compromessi, mettersi da parte, senza per forza una accezione negativa, badate bene; è ovvio che in certe fasi della vita dei figli ci sono delle assolute priorità. Ma in generale se si parte in gruppo (direi che da 2 in su già le variabili di aspettative e desiderata sono complesse da incastrare) ci sono equilibri relazionali da salvaguardare e il singolo non è completamente libero di decidere del suo viaggio (ma viaggiare in compagnia ha molti altri vantaggi).

Tornando all’ organizzazione di un viaggio famigliare…anche ora che i miei figli hanno 20, 17 e 12 anni mi guardo bene dallo svelare loro le ipotesi in campo perché inizierebbe una tiritera di commenti e, quel che è peggio, di preferenze individuali che ovviamente sono sempre di difficile incastro. Di solito lavoro su un paio di proposte e poi andiamo tutti e 5 ai voti. Funziona così, per ora, nella nostra famiglia.

Comunque sia, la pianificazione è già, di per sé, una gioia. Dico sempre che il viaggio inizia molto prima del momento in cui realmente partiamo (e finisce anche molto dopo il nostro ritorno!).


Non tutti i viaggi sono uguali, ci sono viaggi particolarmente importanti tanto che diamo loro un nome: il viaggio di laurea, viaggio della maturità, il viaggio di nozze, il viaggio di pensionamento.


Ma ci sono anche altri viaggi speciali, che non hanno una vera e propria etichetta: il primo viaggio da soli, il viaggio dopo un lutto, dopo una rottura, dopo una malattia, il viaggio con un’amica, la “reunion” del liceo, il viaggio di lavoro.


Per ognuno di questi, e per tutti gli altri che non mi sono venuti in mente qui, è davvero un peccato farli scivolare via. Ce ne siamo accorti ancora di più in questo momento storico, un anno se ne è andato senza che potessimo viaggiare, e abbiamo dato ancora più valore a questo.

Per ogni momento, per ogni intenzione di viaggio, c’è una meta più adatta. E questa meta è quella che ti risuona quando ci pensi. È quella che ti accende qualcosa dentro.

Perché devi sentirla affine al tuo mood, deve attrarti per qualcosa di particolare.


Ovviamente l’unico modo per individuarla è mettere la modalità RADAR ON 📡.

Io quella ce l’ho sempre su, ascolto chiunque parli di un viaggio che ha fatto, che farà, mi faccio sempre raccontare un luogo. Un po' per deviazioni professionale, lavorando da 10 anni nel mondo del turismo, ma anche prima ricordo di essere sempre stata tanto curiosa riguardo ai viaggi dei miei amici.


Come decidiamo dove andare

Vediamo un po’ quali sono i modi in cui possiamo decidere la meta del nostro prossimo viaggio:


ROULETTE RUSSA

Ok, forse il nome è un po’ esagerato. Però volevo dare l’idea dell’affidarsi al caso con possibilità di errori madornali.

Io l’ho fatto un paio di volte...” prendo l’offerta migliore che trovo sul portale XY e vado lì”. Certo, il budget spesso ci può limitare nella scelta della meta, ma in realtà io credo che se lavoriamo bene su tutti i punti possiamo poi di conseguenza aggiustare il budget per farlo tornare nelle nostre possibilità.

Questo modo di procedere nella scelta della destinazione è rischioso ma può andare benissimo per persone con un grande spirito di adattamento. O molto giovani.


ROMANZI

Questo è uno dei modi che preferisco. Quando leggiamo un libro e ci incuriosiamo del luogo in cui è ambientato…poi ovviamente andremo alla ricerca degli angoli menzionati nel romanzo (io l’ho fatto con Montalbano in Sicilia e con Tabucchi a Lisbona, solo per dire i casi più recenti che mi vengono in mente). In questo lungo anno di pandemia ho scoperto una scrittrice, Carla Maria Russo, e grazie ai suoi romanzi storici (La Bastarda degli Sforza, I giorni dell'amore e della guerra, I Venturieri) mi sono re-innamorata di Milano, tramite le storie dei suoi personaggi più famosi; quindi, appena sarà possibile andrò a visitare il Castello Sforzesco, luogo in cui è ambientata gran parte della vita di Caterina Sforza e della sua famiglia.


FILM

Anche qui, la potenza del racconto, ancor più quello visivo, ci arriva dritto al cuore e ci fa venire voglia di partire (mi viene subito alla mente la voglia di visitare la Scozia e Londra dopo aver rivisto tutti e 5 la saga completa di Harry Potter durante queste festività di Pasqua in zona rossa).


Tanta è la potenza evocativa dei racconti che ad esempio, quando sono stata a New York la prima volta ho avuto la sensazione di conoscerla già, perché in effetti direttamente o meno, tramite telefilm, telegiornali, libri, film…è una delle città più raccontate al mondo. E’ stata davvero una impressione stranissima.


SOCIAL

E qui intendo le pagine Social dedicate ai viaggi. Ce ne sono moltissime ovviamente e di diverso tipo. Ci sono quelle che sono proprio solo delle raccolte di fotografie di angoli di un certo luogo, con tanto di menzione e tag di chi le ha spedite, una sorta di bacheca gigante, ma spesso anonima, di immagini.

Ci sono poi i travel blogger o travel influencer, che invece creano dei contenuti attorno alle immagini. Spesso il veicolo del racconto è la loro persona (moltissime foto o post riguardano loro in quel luogo), quindi devono essere molto bravi per farlo bene (e a volte li si segue più per seguire la loro vita e curiosità che non per scoprire davvero solo il mondo che ci raccontano). Inoltre molti fanno in realtà delle sponsorizzazioni (questo è il mondo degli influencer, bisogna seguire quelli che lo fanno con molta serietà scegliendo ciò che li convince davvero). In ogni caso in questo campo ci sono molti professionisti ben preparati e si possono prendere molti spunti, se si screma tutta la parte di vita e aneddoti personali.


RACCONTO di AMICI e CONOSCENTI

Anche questo modo mi piace moltissimo, perché chiaramente può essere più approfondito e soprattutto possiamo interagire e fare domande per capire meglio…diventa un dialogo e questo è molto arricchente.


RIVISTE E GIORNALI

Anche qui, un mondo di idee. Su giornali e riviste troviamo spesso molte destinazioni a fare da sfondo alle storie narrate, ma se vogliamo soffermarci sulle riviste specializzate in viaggi, beh non c’è che l’imbarazzo. Ammetto che per quanto mi riguarda uso queste riviste in una seconda fase, quando devo andare molto nel dettaglio perché sono ricche di indirizzi, servizi su musei e mostre...nella fase di scelta spesso mi confondono.


Da qualunque parte ci arrivi una ispirazione di viaggio, la cosa più importante che possiamo fare è prenderne nota, non lasciare che pian piano scompaia dalla nostra mente e venga poi magari casualmente sostituita da una nuova meta di cui abbiamo sentito parlare distrattamente.

Perché poi, quando si tratta di dover davvero prenotare o organizzare il prossimo viaggio, ecco che magari siamo costretti a scegliere in poco tempo e non troviamo più quelle idee che nei mesi ci avevano scaldato il cuore per un po’. Quindi il mio consiglio è annotare! Annotare in uno spazio preciso, un foglio, una pagina della Agenda dedicata solo a quello...sarà bello poi riprendere quella lista quando si tratterà di pensare alla vacanza più vicina.


E tu? Come decidi la meta del tuo prossimo viaggio? Sei più propenso all’improvvisazione o cogli ogni suggestione e la metti da parte? Fammelo sapere nei commenti!


👉 ho creato la Checklist “Progetta il tuo prossimo viaggio in 8+1 step”, che ti potrà aiutare a mettere nero su bianco le tue idee di viaggio, scaricala dalla Home Page, lasciandomi la tua email. Il primo punto è ovviamente la scelta della meta, ma c’è molto di più. Troverai anche 4 utilissime pagine di Work Book che puoi usare per annotare nel tempo le destinazioni man mano che ti incuriosiscono.

👉 se sei in cerca della prossima meta, curiosa tra le mie video guide "Ispirami il viaggio"!

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